

È la gelateria più antica di Roma e, con ogni probabilità, d'Italia. Giacomo Fassi, piemontese di Torino, e la moglie Giuseppina, palermitana, arrivano a Roma nel 1875 e nel 1880 aprono una bottega di ghiaccio, birra e sorbetti in Via IV Novembre. Giacomo muore nel 1902 e subentra il figlio Giovanni, che era stato apprendista gelatiere della Real Casa Savoia — e che si licenziò nel 1903 per non essersi voluto tagliare i baffi, come imponeva un'ordinanza d'igiene di corte.
Nel 1924 Giovanni compra l'attuale sede dell'Esquilino, un villino liberty che era stato una scuderia, e dopo tre anni di lavori inaugura il Palazzo del Freddo: 700 metri quadri, di cui 200 di laboratorio. La saga arriva fino a oggi — Giacomo, Giovanni, Leonida, i nipoti Giovanni, Daniela e Fabrizio, e il pronipote Andrea Fassi, amministratore delegato.
Durante la Seconda guerra mondiale la Croce Rossa americana requisisce il locale (1944-46) per produrre gelato per le truppe: il documento di requisizione è ancora appeso in sala. Finita la guerra, il responsabile americano fondò con un ex dipendente di Fassi l'azienda che sarebbe diventata Algida — Giovanni Fassi rifiutò di unirsi, perché non voleva produzione industriale. Nel 2005, scavando in giardino, sono emersi resti di un impianto idraulico romano, forse degli Horti Sallustiani.
Antonioni ci girò scene di Identificazione di una donna (1982). In laboratorio è ancora esposta l'impastatrice Hobart Air Whip del 1932.
Il pezzo forte è il Sanpietrino, semifreddo a forma del sampietrino romano inventato da Fabrizio Fassi, glassato al cioccolato con cuore di crema, zabaione, caffè, cocco o nocciola. Storici della casa anche il Telegelato Giuseppina (1928, marchio registrato: il primo sistema di spedizione del gelato con ghiaccio secco, che teneva il prodotto 48 ore fuori dal congelatore) e il Ninetto, che la casa rivendica come primo gelato su stecco d'Italia.
Questa guida non nasconde le riserve. Dal 2014 Fassi è di proprietà del gruppo sudcoreano Haitai Confectionery and Foods, che gestisce oltre 80 punti «Palazzo del Freddo» in Corea e due a Shanghai in franchising di marchio e ricetta; l'operazione suscitò all'epoca le critiche di Confesercenti Roma. Nello stesso periodo Scatti di Gusto scriveva che «il gelato di Fassi non è più fra quelli che rientrano nella top ten degli appassionati». La sede romana continua a produrre in proprio — ed è questo che valutiamo — ma il lettore ha diritto a sapere il resto.
Fonti: Scatti di Gusto (2014) · Confesercenti RomaRoma non ha una tradizione gelatiera antica come la Sicilia o il Cadore: è il banco di prova dove tutte le scuole d'Italia si misurano. In un paese con circa 39.000 attività e un giro d'affari vicino ai 5 miliardi di euro (Centro Studi FIPE-Confcommercio, 2025), la capitale è il posto dove una bottega si gioca la reputazione ogni giorno, davanti a romani che il gelato lo conoscono da sempre.
Nel 1946, quando gli americani proposero a Giovanni Fassi di entrare nell'azienda che sarebbe diventata Algida, lui disse di no per non passare all'industriale. È il bivio della patria del gelato riassunto in un solo gesto: la strada della fabbrica e quella della bottega. Fassi scelse la bottega — e per questo, un secolo e mezzo dopo, la bottega è ancora aperta.








| Indirizzo | Via Principe Eugenio 65/67, 00185 Roma (Esquilino) |
| Telefono | +39 06 4464740 |
| @fassi_1880 | |
| Web | gelateriafassi.com |
| 4,6 · 11.513 recensioni (verificato 2 agosto 2026) |
Questa gelateria ha già la massima classificazione: 3 palline, eccellenza artigianale documentata.
Scala pubblica: 25-49 → 1 pallina · 50-74 → 2 palline · 75-100 → 3 palline. I tetti per categoria e modello di produzione possono abbassare le palline, mai alzarle.
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