

Qui, in 25 metri quadrati, il 18 maggio 2003 Federico Grom e Guido Martinetti hanno aperto il primo negozio del marchio, con un investimento di 32.500 euro a testa. La crema Grom è nata nel retrobottega di questo stesso locale, dove la gente ha fatto la fila il sabato sera fin dal primo giorno. È ancora oggi un punto di riferimento simbolico per il marchio.
La sede fondativa non cambia il modello di produzione dell'azienda: dal 2015 Grom è di Unilever, e il gelato — anche qui, nella bottega delle origini — arriva pastorizzato, congelato e spedito da un unico stabilimento a Mappano di Caselle, poi scongelato in negozio. La stessa sentenza del 2015 che ha obbligato l'azienda a ritirare la dicitura «gelato artigianale» vale per ogni punto vendita, compreso questo. La dottrina v1.4 non fa eccezioni per il valore simbolico di un indirizzo.
Torino è l'altra capitale: qui il gianduja è nato per necessità — il blocco napoleonico rese introvabile il cacao e i maestri piemontesi lo allungarono con la nocciola delle Langhe, inventando un gusto che il mondo copia ancora. La Nocciola Piemonte IGP e la tradizione del bicerin fanno di questa città il posto d'Italia dove un gelato alla nocciola viene giudicato con più severità. In un paese con circa 39.000 gelaterie e quasi 5 miliardi di euro di giro d'affari (Centro Studi FIPE-Confcommercio, 2025), Torino è dove la materia prima ha l'ultima parola.








| Indirizzo | P.za Pietro Paleocapa 1D, 10121 Torino TO (dentro l'Hotel Roma e Rocca Cavour) |
| Proprietà | Unilever (dal 1° ottobre 2015) |
| Web | grom.it |
| 4,1 · 872 recensioni (verificato 3 agosto 2026) |
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