

Grom è una catena italiana di gelaterie fondata a Torino nel 2003 da Federico Grom e Guido Martinetti. Il punto vendita di Verona, in via Giuseppe Mazzini 75 — zona centro, a pochi passi dall'Arena — ha aperto il 13 aprile 2016. Dall'ottobre 2015 il marchio è di proprietà della multinazionale Unilever (già proprietaria di Algida), ma la gestione resta autonoma, guidata dagli stessi fondatori dalla sede di Torino.
Il processo produttivo di Grom è semicentralizzato: i semilavorati (le basi di gelato) vengono creati in un unico stabilimento in Piemonte, a Mappano di Caselle (TO), e da lì distribuiti a tutti i punti vendita, dove però la mantecazione — la trasformazione finale in gelato — avviene sul posto, come in una gelateria artigianale tradizionale. L'azienda rivendica l'uso di ingredienti dalla propria azienda agricola biologica Mura Mura (Costigliole d'Asti, 8 ettari), oltre a fornitori selezionati. Il negozio di Verona propone la gamma classica Grom: gelati e sorbetti con topping, panna montata fresca, granita siciliana, ghiaccioli, dolci da forno con farine macinate a pietra — tutto rigorosamente senza glutine.
Si chiude la provincia di Verona con le sue sette candidate. Zeno Gelato e Cioccolato (Roberto Bonato, via Sant'Alessio 6, a due passi da Ponte Pietra) è il caso editoriale del blocco: Tre Coni Gambero Rosso confermati ininterrottamente dal 2018 fino all'edizione 2027, l'unica insegna di tutta Verona a raggiungere il massimo riconoscimento, confermato da tre fonti indipendenti coincidenti. Pikko L'Atelier del Gelato (aperta nel giugno 2022 da una giovane coppia con esperienza alla storica Ciacco) riceve Due Coni Gambero Rosso 2024 senza alcuna oscillazione rilevata e inclusione nella miniguida di Verona del giugno 2025 — coerente con la dottrina Due Coni/Tre Coni di questo censimento, che assegna il livello massimo quando il riconoscimento è stabile. Gelateria Savoia (fondata nel 1939, culla storica dei semifreddi da passeggio, del Pinguino e delle mattonelle) e Il Mustacchio (due fratelli, due sedi) sono le altre due insegne segnalate dalla stessa miniguida di Verona, pubblicate senza Cono numerato confermato da fonte primaria aperta — per Savoia resta documentata, senza risolversi del tutto, la cessione dell'attività avvenuta nella primavera 2026 dopo quasi 90 anni nella stessa famiglia, verificata dal vivo come operativa e con buona reputazione ma senza alcuna rivalutazione di qualità successiva reperita. Chiudono il blocco le tre franchising premium della città — Amorino, Grom e La Romana — tutte confermate come punti vendita reali delle rispettive catene (nessuna omonimia, verificato anche via dominio ufficiale per La Romana, stesso accorgimento già usato in un blocco precedente per la Reggio Emilia omonima non affiliata) e trattate col tetto premium_franchise di due palline. La ricerca preliminare ha però documentato un gradiente netto di centralizzazione fra le tre — Amorino riceve il gelato già mantecato e congelato dal laboratorio di Orly (Francia), senza alcuna produzione locale; Grom mantea localmente a partire da semilavorati centralizzati a Mappano di Caselle; La Romana riceve solo una base in polvere e produce l'intero ciclo in loco con macchinari propri — al punto che il caso Amorino, in una lettura stretta della dottrina, si avvicinerebbe più alla definizione di industrial_franchise (tetto 1) che a quella di premium_franchise (tetto 2). Si mantiene qui il trattamento premium_franchise per coerenza con la dottrina già scritta nel codex del progetto, che elenca esplicitamente Amorino fra gli esempi di quel gruppo — ma la tensione resta segnalata in chiaro per una eventuale revisione del Fondatore. Provincia di Verona chiusa al 100%.








| Indirizzo | Via Giuseppe Mazzini, 75, 37121 Verona VR, Italia |
| 4,3 · 1009 recensioni (verificato 11 agosto 2026) |
Il punteggio arriverebbe a 3 palline, ma dalla regola v1.6 la terza pallina richiede la prova della produzione propria: non basta la reputazione online. Senza quella prova la scheda resta a 2. È la stessa regola per tutti, in tutti i paesi.
Scala pubblica: 25-49 → 1 pallina · 50-74 → 2 palline · 75-100 → 3 palline. I tetti per categoria e modello di produzione possono abbassare le palline, mai alzarle.
Due strade, equivalenti: portano allo stesso identico numero. Nessuna delle due si paga — pagare non altera mai palline, punteggio né classifica.
Il certificato non assegna palline da solo: vale come prova di produzione propria. A decidere le palline è sempre la rivalutazione HELADER-IA, con la stessa rubrica pubblica per tutti.
Rivendica la tua scheda gratuitamente: potrai aggiornare foto, orari e gusti, e ricevere le statistiche delle visite. La rivendicazione non modifica mai le palline: quelle si guadagnano nel laboratorio, non si comprano.
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